VIVA LA DIVERSITA’!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Pippo La Barba

Inaugurata ai Cantieri Culturali della Zisa la dieci giorni del pridepalermo (si concluderà sabato 22 giugno con la sfilata finale dei carri), sponsorizzato dal Comune di Palermo, dalla Provincia Regionale, dalla Regione Sicilia e anche dall’Ambasciata USA in Italia, con la significativa presenza della Presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini.

Manifestazione sobria, che ha visto la convinta partecipazione della comunità palermitana, ormai largamente consapevole della necessità di un riconoscimento legale di tutte le unioni di fatto, a prescindere dall’orientamento sessuale.

Varie le problematiche emerse nel corso dell’incontro. Attivismo sì o attivismo no? Esplicitare le richieste degli omosessuali è un’ostentazione o una necessità? Nel convegno di apertura è emerso  che i  diritti delle persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali), già pienamente riconosciuti in 18 paesei europei, vanno garantiti soprattutto a livello istituzionale, dove in Italia si procede con inspiegabili ritardi, mentre il costume e la maturazione civile su questi temi ha fatto decisivi passi in avanti.

Altro fatto significativo, sottolineato nel suo messaggio audiovisivo dal Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, è che il pride quest’anno per la prima volta si svolge in una città del Sud d’Europa.

La condanna dell’omofobia, che va di pari passo con quella delle violenza sulle donne, nasce non solo dall’esigenza di salvaguardare i diritti umani, quindi individuali, ma anche delle ricadute che la negazione e la violazione di tali diritti hanno nell’organizzazione sociale. Una società che non rispetta le donne e le diversità in campo sessuale genera sicuramente razzismo. In troppe parti del mondo l’omofobia non nasce da  un fatto culturale, ma viene indotta da leggi disumane (l’omosessualità continua a essere un reato e in alcuni paesi è sanzionata  con la pena di morte), per cui il “diverso” si sente automaticamente escluso dal contesto sociale perchè per sopravvivere è costretto a nascondersi e quindi perde la coscienza di sè e il valore identitario. Tutto ciò è chiaramente in contrasto con quanto sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani.

 

Lascia un Commento