di Rosalinda Camarda

Il 1° marzo scorso, a Roma, si è costituito Green Italia, nuovo soggetto politico ambientalista e legalitario che si propone di coagulare intorno a un progetto comune tutti coloro che sono interessati a percorrere soluzioni garantisti per la salute e l’ambiente.

La proposta di trovare e percorrere soluzioni reali, e non quelle fantascientifiche dei politici di partito, alla crisi pandemica ormai giunta a livelli non più sopportabili.

La miopia gestionale, basata sul partitismo ad oltranza, che caratterizza da troppi anni la politica ha schiacciato il nostro paese verso una uniformità di regime che non premia il merito nè l’innovazione nè il pur enorme patrimonio giuridico, culturale e ambientale che da secoli sedimenta nel popolo e nel territorio italiano.

Virare le energie politiche e sociali verso il recupero, tutela e valorizzazione delle risorse turistico-culturali-ambientali è ormai non solo sperabile ma l’unica strada realmente da percorrere per uscire dal profondo degrado anche morale in cui la crisi economica ha precipitato tutti noi.

La cronaca si arricchisce quotidianamente di episodi che rasentano la pura follia di comportamento così come tra le varie terra dei fuochi, Ilva di Taranto, Priolo, Melilli aumenta il numero di quanti si vedono sottrarre il diritto alla salute. Quante malattie, quanti morti da immolare sull’altare del capitalismo industriale.

Sulla scia della costituzione nazionale del movimento, Fabio Granata, coordinatore nazionale di Green Italia, con il supporto di Adelaide Conti, membro dell’esecutivo nazionale dei Verdi,ha presentato lo scorso 9 marzo a Niscemi, i rappresentanti della Sicilia del Comitato dei Cento. I delegati siciliani chiamati a gestire il movimento sono: Sebastiano Butera, Vincenzo Citto, Simona Sanfilippo di Green Italia e Giuseppe Marano portavoce provinciale dei Verdi.

La scelta di Niscemi come locazione di questo evento non è stata casuale. Infatti il territorio di Niscemi è quello previsto per l’insediamento del Muos, elefantiaca antenna radar americana che rischia seriamente di compromettere l’ambiente di questo lembo di Sicilia che già vede numerosi impianti industriali ad alto tasso di inquinamento, l’Eni della vicinissima Gela. Si spiega quindi il felice sodalizio fra Green Italia e Verdi con il movimento no.Muos.

Dobbiamo riappropriarci della nostra sovranità territoriale, riconducendola al popolo che vi abita. E’ una sfida al potere fine a se stesso, è una battaglia civile per la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente puntando invece sulle enormi risorse paesaggistiche, culturali, storiche e artistiche che sono patrimonio nelle corde del popolo siciliano.