ULISSE PARTE TRE

 

di Pippo La Barba

Claudio Collovà porta in scena al Teatro Biondo Stabile di Palermo sino al 7 aprile prossimo Telemachia Ulyssage # 3, terza parte di una trilogia tratta dall’Ulisse, opera mastodontica di James Joyce, che costituisce la pietra miliare del romanzo moderno spaziando su tutti i registri narrativi, dal parodistico al dottrinale.

In quest’ultimo allestimento viene particolarmente focalizzata  la figura di Stephen Dedalus, che è il Telemaco del libro. Il personaggio di Dedalus, mirabilmente interpretato dal giovane attore Domenico Bravo, s’identifica in gran parte con lo stesso Joyce prima dell’esilio fuori dall’Irlanda.

La scena di apertura si svolge a Dublino, dove Stephen è stato chiamato da un telegramma al capezzale della madre morta. Si è installato con il suo amico Buck Mulligan (Luigi Mezzanotte) nella Torre Martello di Sandycove.

Educato nella religione cattolica, egli si ribella al bigottismo e all’ordine sociale, tanto che si rifiuta di avvicinarsi al corpo della madre. Andando oltre ciò che viene effettivamente narrato nel libro di Joyce, Collovà racconta l’allontanamento di Stephen da Mulligan perché accusato da quest’ultimo di avere una “maledetta essenza di gesuita”.

Dedalus, ovvero il figlio di Dedalus, quindi Icaro, come il suo mitologico predecessore si è bruciato le ali nel perseguire un’irraggiungibile conoscenza assoluta.

A questo punto entra in scena un altro personaggio, Bloom. Leopold Bloom, interpretato da Sergio Basile, diventa il vero contraltare di Dedalus. Piccolo borghese impegnato, a tradire la moglie Molly, che a sua volta lo tradisce, Bloom ha un orizzonte limitato, ed è portato a ogni genere di compromesso, al contrario di Stephen, che è invece colto, spirituale, estetizzante, problematico.

Come nell’Ulisse di Omero, anche in quello di Joyce l’eroe simboleggia l’avventura dell’uomo nel mondo; ma mentre nell’Ulisse omerico l’identità viene ricercata nelle diverse terre esplorate, in quello di Joyce la ricerca si concentra sulle diverse personalità che l’eroe incontra.

La riduzione di Collovà si avvale delle splendide coreografie pittoriche di Enzo Venezia, delle musiche di Giuseppe Rizzo, che rendono il “senso sonoro” dello spettacolo, e delle luci di Pietro Sperduti, non avulse dall’estro creativo dell’autore.

 

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