Pippo La Barba

Nella nuova raccolta di racconti dal titolo “Uno sì e uno no” edita da Dario Flaccovio, presentata il 17 scorso alla libreria Feltrinelli di Palermo, Carlo Barbieri dimostra ancora una volta una notevole capacità descrittiva sia dei personaggi che degli ambienti, con colpi di scena e un pathos intrigante che accompagnano le vicende sino all’esito finale.

Dopo la prima raccolta “Pilipintò – Racconti da bagno per Siciliani e non” e i due thriller “La pietra al collo” e “il morto con la zebiba” questa volta Barbieri divaga in un genere più leggero e brioso infarcito di ironia e umorismo. Solo tre dei venti racconti risultano più corposi evidenziandosi come dei veri noir.

In ogni caso la sua capacità descrittiva è fuori discussione, come pure l’acutezza nel delineare i profili psicologici dei personaggi. Queste attitudini di cui è dotato lo fanno accostare nella cerchia dei lettori ad Andrea Camilleri, ma il paragone secondo me non regge, perché Carlo è molto più realistico rispetto alla fantasia dell’altro, e poi nel linguaggio il siciliano di Barbieri è un dialetto vero mentre quello di Camilleri è una pura invenzione letteraria.

Aggiungerei, a merito di Barbieri, una parsimoniosa gestione della sua produzione narrativa, a fronte di una evidente eccezionale facilità di scrittura. Ciò dimostra da parte di Carlo un rispetto per i lettori che va in controtendenza alla attuali logiche di mercato che incentivano il proliferare di tante mediocri e inutili pubblicazioni di autori noti o personaggi pubblici prescindendo dalla qualità.