di Pippo La Barba

Il saggio, edito da Castelvecchi, presentato a Palermo il 30 giugno nella Biblioteca Casa Professa, frutto delle opinioni dell’avvocato Rosalba Di Gregorio e della giornalista Dina Lauricella, analizza con coraggio e onestà intellettuale vent’anni di fallimenti dell’apparato investigativo e giudiziario nella ricerca della verità sull’uccisione di Paolo Borsellino e della sua scorta.

Gli interventi delle due autrici, del giornalista di giudiziaria Francesco La Licata e di diversi avvocati penalisti presenti hanno messo in chiaro tutte le carenze e le incongruenze che emergono dalle carte processuali del Borsellino bis, il più importante dei processi per la strage di via D’Amelio.

Oggi con Spatuzza siamo al Borsellino IV, e la Procura indaga in una direzione opposta, per cui si lavora all’ipotesi che Scarantino sia stato la pedina di un clamoroso depistaggio. In particolare i riflettori dell’indagine si spostano dalla Guadagna a Brancaccio, regno dei Graviano. Il dilemma che si pone è: si è trattato di depistaggio o di un colossale errore giudiziario dovuto all’ approssimazione investigativa iniziale sull’onda emotiva suscitata dall’efferatezza militare delle due stragi Falcone e Borsellino?

Difficile dare una risposta. In ogni caso la giustizia ne esce a pezzi e anche la gestione spregiudicata (poco avveduta) dei pentiti, come ha sottolineato l’avvocato Rosalba Di Gregorio, conferma la fretta di trovare ad ogni costo una soluzione processuale. Come pure non vanno sottaciute tutte le “anomalie” riscontrabili in certi casi nelle indagini, documentate nelle carte, riguardo la “sospensione” di garanzie costituzionali degli imputati nell’attività investigativa.

Da questo punto di vista il libro costituisce indubbiamente un documento agghiacciante e una forte sollecitazione a seguire nella lotta alla mafia delle linee guida ben precise. Tutti, a cominciare dai familiari di Paolo Borsellino, hanno ribadito che sulla strage bisogna ricercare la Verità, senza fughe in avanti o scorciatoie che allontanino dalle garanzie costituzionali dovute a tutti i cittadini.