L’INTRAMONTABILE PIRANDELLO

 

di Pippo La Barba

Serata fuori cartellone dedicata all’intramontabile Pirandello il nove scorso al teatro Crystal di Palermo.

Mario Pupella ha letto la novella La carriola, che ripropone il tema sempre presente in Pirandello del doppio, di una vita parallela immaginaria che si sostituisce a quella reale.

Un professore universitario e avvocato di successo, di ritorno da un viaggio in Umbria, entra in contatto con l’alienazione, che all’inizio si manifesta come stanchezza fisica per diventare via via isolamento da se stesso e totale identificazione in una vita altra, nella quale cerca di assaporare squarci di un’esistenza diversa senza riuscirci, poiché i momenti immaginati non li ha mai vissuti. Di qui il rinnegamento di se stesso, del suo ruolo sociale e professionale, persino della moglie e dei figli, e il rifugio nella follia, per potersi vendicare di quel mondo che lo aveva formato e costruito senza dargli un’anima.

L’altra opera pirandelliana rappresentata è L’uomo dal fiore in bocca, che Pupella ha recitato assieme a Davide Ruggiano. Si tratta di un classico del teatro pirandelliano, che testimonia l’amore di Pirandello per i personaggi che vivono con distacco presumendo con la ragione di non perdere nulla, ma che in fondo al loro cuore sono disperati perché temono di perdere tutto.

Anche qui affiora il paradigma del doppio. L’uomo dal fiore in bocca, colpito da epitelioma, sa che fra poco dovrà morire, e vive un disperato delirio, ignorando apparentemente il proprio stato e immergendosi con l’immaginazione nella vita degli altri. Concentrandosi su abitudini e particolari insignificanti che vede negli altri pensa di rimuovere il dramma che lo riguarda.

E’ una sorta di annullamento razionale della propria esistenza ancor prima che il male possa stroncarlo.

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