INNO ALL’AMORE

 

 

 

 

 

di Pippo La Barba

Con un’apologia dell’universalità dell’amore, anche quello tra due omosessuali, un ispirato Filippo Luna  mette in scena nella serata finale del Pride di Palermo un monologo di straordinaria bellezza sulla vita di entrambi ispirato dalla morte di uno dei due.

Il testo, Le mille bolle blu, è tratto dall’omonimo racconto di Salvatore Rizzo, pubblicato in Muore lentamente chi evita una passione. Diverse storie diverse (Pietro Vittorietti Edizioni), una raccolta di dieci storie – tutte autentiche – di omosessualità maschile in Sicilia, dai primi anni del Novecento fino ai nostri giorni, di cui Rizzo è autore insieme con Angela Mannino e Maria Elena Vittorietti.

La scintilla tra i due giovani scocca nella bottega di Nardino, tra una vecchia poltrona da barberia e una saracinesca abbassata in fretta. E la bottega diventa il rifugio di quest’amore segreto che scorre parallelo alla “normale” vita di mariti e padri di famiglia. Il patto d’amore tra i due protagonisti resterà inossidabile dal 1961, l’anno in cui Mina cantava – appunto – Le mille bolle blu, fino agli inizi degli anni ’90, quando Emanuele muore.

Un amore che copre l’arco di un trentennio, descritto con intensità di toni  e delicata nostalgia, ed evocato con flashback teatrali di grande efficacia.

Esperienze vissute, tumulti di coscienza, struggenti rimpianti s’intrecciano in un mosaico di emozioni  che da ritmo alla narrazione  lasciando lo spettatore senza fiato.

Tra pregiudizi e nascondimenti, la storia si dipana coinvolgendo sempre più i due protagonisti in un rapporto passionale inestricabile, che alla fine quasi  cancella le vite parallele di entrambi con le rispettive famiglie.

 

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