di Pippo La Barba

Omaggio a Saint Exupery con il “Il vecchio principe” di Cèsar Brie, liberamente tratto da “Il piccolo principe”.

La piece è stata rappresentata al Teatro Garibaldi Aperto di Palermo il 10 e l’11 scorsi.

Brie è un autore di frontiera: nato in Argentina, a Buenos Aires nel 1956, è costretto dalla dittatura militare all’esilio per le sue idee politiche.

Prima ripara in Italia, a Milano, dove ha un’esperienza con i centri sociali; quindi si trasferisce in Danimarca, dove inizia a lavorare con l’Odin Teatre t di Eugenio Barba.

I suoi sono spettacoli  i ricerca psicologica e sociale in controtendenza rispetto ai canoni classici e sempre collegati ai luoghi e alla memoria.

In quest’ultima opera, “Il vecchio principe”, ambientata in un ospedale geriatrico, Vecchio, un paziente anziano, con grande amore esterna i suoi sogni ad Antoine, l’infermiere, che lo ascolta con attenzione, a volte si spazientisce, ma anche lui rapprenta un sogno dentro il sogno.

Il giorno delle visite irrompono un nipote ubriacone e una nipote donna d’affari costantemente  impegnata al cellulare.

Grande semplicità di linguaggio e recitazione stilisticamente perfetta dei tre interpreti Vincenzo Occhionero, Pietro Traldi e Manuela De Meo.

Con quest’opera il  Teatro Garibaldi Aperto prosegue nel suo percorso artistico di qualità incontrando il favore del pubblico, in gran parte giovani che hanno applaudito a scena aperta la notevole performance degli attori.