Teatro: Elogio della pazzia, al Garibaldi !

 

di Pippo La Barba

Insanamente Riccardo III, spettacolo prodotto dall’associazione Stupendamente e messo in scena il 5 e 6 giugno dalla regista Roberta Torre al Teatro Garibaldi Aperto di Palermo, affronta il dramma shakespeariano in chiave psicanalitica avvalendosi di una ventina di pazienti psichiatrici coadiuvati da alcuni attori.

Dedicata al compianto Franco Scaldati, questa rappresentazione, frutto di un laboratorio teatrale tenacemente perseguito, riesce a descrivere con leggerezza un’umanità dolente attraverso un paziente scavo psicologico e a trasmettere emozioni vere che sconvolgono e nello stesso tempo affascinano lo spettatore.

All’intuizione della Torre, che utilizza tutta la parte del teatro, compresi i palchi, normalmente riservata al pubblico (mentre quest’ultimo è collocato sul palcoscenico e nello spazio immediatamente sottostante), danno un contributo essenziale le esecuzioni musicali al violoncello di Enrico Melozzi, le coreografie di Giuseppe Muscarello, le scene di Massimiliano Carollo e i costumi di Dora Argento.

Anche il dialetto marcatamente palermitano in cui si esprime il sedicente Riccardo III si rivela un’ottima trovata dell’autrice e regista per rendere più incisiva la descrizione dello stato d’animo dei protagonisti. Tutti si credono Riccardo III e lo proclamano con forza in una disperata ricerca d’identità.

L’anormalità così da handicap diviene potenza rappresentativa di sé, coralità espressiva, integrazione armonica nel gruppo di gesti individuali apparentemente sconnessi.

Non è la corte dei miracoli canagliesca dell’Opera da tre soldi di Brecht, ma la poetica e soave rappresentazione di emozioni inconsce, che affiorano a pelle appalesando uno struggente bisogno di vitalità.

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