DONNE SICILIANE NELLA SHOAH

 

di Pippo La Barba

Dopo l’emanazione delle leggi razziali del 1938, cosa cambiò in Sicilia nella vita delle donne ebree o sposate con ebrei ?

La ricercatrice palermitana Lucia Vincenti, che da oltre un quindicennio si occupa del dramma degli ebrei nella nostra regione ai tempi del fascismo, nel nuovo saggio “Le donne ebree in Sicilia al tempo della shoah”, edito da Marlin, descrive attraverso interviste e testimonianze storie di coraggio, di amore e di resistenza di tante donne che all’improvviso, da brillanti protagoniste della vita economica e culturale di Palermo e della Sicilia (erano medici, imprenditrici, scrittrici, maestre di danza, soprattutto madri) si trovarono a essere emarginate dal contesto sociale.

Tre di esse furono deportate nei lager, con destinazione senza ritorno.

E’ un saggio breve ma intenso, che con semplicità racconta percorsi familiari struggenti e soprattutto porta alla luce storie apparentemente minori, ma che fanno parte invece del grande mosaico di uno sterminio etnico senza precedenti, che ha lasciato una macchia indelebile sul novecento.

La negazione di diritti  fondamentali deve far riflettere sul fatto che le conquiste civili non sono mai definitivamente acquisite e vanno quotidianamente difese con determinazione e coraggio.

E’ indubbiamente un libro che andrebbe diffuso nelle scuole. Oggi che si parla tanto di femminicidio, queste vite sono esemplari perché si tratta di donne che hanno lottato con estremo coraggio contro la brutale cancellazione della dignità della persona umana e della civile convivenza.

Lascia un Commento