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1530 e la Capitaneria di Porto risponde: usiamolo !

 

Diportisti da strapazzo invadono spesso zone protette avvicinandosi pericolosamente alla costa. L’intervento della Capitaneria di Porto è utile ma non risolutivo. Storie di ordinario sfregio all’ambiente marino.

di Giorgio De Simone

seaclub3Dopo quasi un mese di convalescenza sono riuscito a fare il primo bagno di questa estate 2013 e decido insieme a mia moglie di andare a Cala Rossa nella spiaggetta antistante il famoso Sea Club a Terrasini.

Bella giornata, un angolo di paradiso, una spiaggia di ciottoli bianchi come il gesso, qualche alga naturalmente depositata e qualche sacchetto di rifiuti lasciato li’ dal solito debosciato che non fa neppure lo sforzo di portarsi via i resti di quello che lui stesso ha consumato.

Ma tant’è per fortuna il livello medio dei frequentatori almeno sembra rispetti l’ambiente e si comporta come tutti dovrebbero.

Mentre a terra c’è quindi una parvenza di rispetto verso questo luogo cio’ non avviene per chi con risorse economiche ben piu’ consistenti arriva quasi in spiaggia, ma via mare.

Una selva di imbarcazioni di tutti i generi e misure, dal piccolo gommoncino al cabinato “tascio” tutto fumo e niente arrosto… il problema è che questa razza di gente non ha il minimo rispetto nè dell’ambiente che lo circonda e nè tanto meno dalla gente che da riva si deve godere lo spettacolo del loro arrivo… dei loro tuffi dalle barche e dulcis in fundo dai loro scarichi di nafta a mare.

Questi scarichi presto arrivano in spiaggia e rendono l’acqua praticamente inutilizzabile da lì a poco: chiazze di catrame ancora liquido provocano schiume pericolosissime e costringono i bagnanti a lasciare presto il luogo ! Ma basta che loro, persone perbenino, si sono fatti il bagno in acque limpide e cristalline… dei “cretini” che frequentano la spiaggia… ma che c’è frega ?

Per non parlare del danno che fanno con le ancore all’ambiente sottomarino, chi è del mestiere sa di cosa parlo.

Esiste un limite rispetto al quale un’imbarcazione non puo’ andare, questo lo sanno tutti, oltre ciò la riserva di Capo Rama è a pochi centinaia di metri. Queste imbarcazioni quindi violano più di un articolo del codice nautico e la Capitaneria di Porto lo sa bene.

Quando conto oltre venti imbarcazioni che occupano gran parte della baia prendo il telefono alle 12:10 circa e chiamo il 1530: dopo mezzo squillo mi risponde da Roma un operatore e mi mette in contatto diretto con la stazione di Terrasini che prende la segnalazione e mi promette un immediato intervento.

Dopo meno di mezzora intorno le 12:30 arriva un’imbarcazione della Capitaneria di Porto che fa sgomberare tutti i natanti eccetto qualcuno, non capisco il perchè dato che si trovava anche lui in zona negata alla navigazione e stazionamento… forse era in regola con le distanze ? Non saprei. Comunque un plauso va fatto sia all’organizzazione che agli operatori che si sono prontamente fidati di una segnalazione e sono intervenuti velocemente e con professionalità.

Pero’ il cane perde il pelo ma non il vizio: dopo neppure mezzora le imbarcazioni tornavano ad occupare la fantastica baietta di Cala Rossa.

Ora io mi chiedo e chiedo a questi natanti se mi leggono:

1) che motivo c’è di entrare in zona negata e trasgredire il codice per arrivare in un posto facilmente raggiungibile da terra

2) se è normale arrivare a tutto gas dentro la baia sapendo che ci sono bagnanti e quindi esporsi a pericolose manovre di avvicinamento alla costa;

3) se ci provano gusto ad inquinare quelle poche zone ancora rimaste miracolosamente intatte a livello ambientale.

Certo non tutti i natanti si comportano così proprio per questo motivo la Capitaneria di Porto che si è immediatamente prestata ad intervenire per ristabilire il corretto utilizzo dei luoghi faccia appieno il suo dovere multando pesantemente chi trasgredisce.

Allego un album fotografico sia per far conoscere il luogo e dell’intervento della Capitaneria. Ottimo lavoro.

Prima dell’intervento, durante e dopo… occorre quindi come al solito vigilare e denunciare gli abusi per mantenere quel poco che ci è rimasto di buono !

Palermo e provincia: turismo a picco e rifiuti al TOP

 

Palermo e la sua provincia anche in questa estate 2013 invasa dai rifiuti: i pochi turisti si tappano il naso a fanno le foto ricordo per gli amici e parenti onde poter evitare di fare il loro errore… ovvero venire in vacanza da noi !

di Giorgio De Simone

Carrettella_doppiaE’ ormai da anni se non da decenni che non ne usciamo fuori: prima a raccogliere i rifiuti erano gli spazzini della ditta Vaselli, il porta a porta anni ’60, azienda privata che faceva splendere Palermo come il piatto dove mangiamo… poi dai privati al pubblico (noi in Sicilia siamo diversi… torniamo indietro invece di andare avanti…) con l’AMNU, poi AMIA, adesso RAP !

Cambiano le sigle, cambiano i consigli di amministrazione, ma il prodotto finale non cambia la mondezza è sempre li’.

Ricordo la mia infanzia, quando abitavo tra la stazione centrale e il policlinico: veniva chiamata la zona delle “cliniche”.

Ricordo che mia madre preparava “u’ sacchiteddu” la sera prima e lo metteva fuori il pianerottolo di casa… misteriosamente la mattina dopo non c’era più… un giorno mi alzai presto e vidi dallo spioncino della porta di casa che chi prendeva il nostro “sacchiteddo” era un signore mingherlino con un saccone enorme sulla schiena: era il mitico “spazzino”. Si caricava sulle spalle tutta la mondezza anni ’60 e ’70 del mio palazzo e di quelli vicini… per anni, sempre lo stesso signore.. ma quante tonnellate di spazzatura ha dovuto caricarsi per andare in pensione il mitico “spazzino” delle “cliniche” ?

Così ricorda un coetaneo che scriveva un articolo su Repubblica qualche anno fa:
L’impresa usava un sistema di raccolta porta a porta. Gli addetti arrivavano fin sull’uscio dell’abitazione della za’ Pina che scavallava le scatolette di Simmenthal e i pannoloni du nannò in un enorme sacco trasportato a spalla per tutti i piani dell’edificio. Omini vestiti di grigio spazzavano diligentemente con una ramazza pungente i marciapiedi eseguendo il movimento antico di una falce, concentravano le cartacce e con due quadrati di cartone riponevano il materiale in un contenitore dotato di rotelle. Evocavano immagini romantiche, come quelle degli spazzacamini che popolavano i tetti di Londra e familiarizzavano con Mary Poppins, la tata che aveva l’abitudine di volare appesa a un ombrello.

Poi il sacco pieno lo tiravano sopra un camion e via cosi’ per tutta la notte… mentre i colleghi spazzavano le vie cittadine: ogni giorno per 365 giorni l’anno… ricordo pure la domenica quando andavamo a messa li vedevamo ancora all’opera… con la carrettella con due ruote e con due contenitori cilindrici e la scopa in mezzo… spazzavano il marciapiede, le aiuole, la strada dove i cavalli allora “andavano di corpo”… adesso sono stati sostituiti dai “canuzzi”… solo che i moderni spazzini, alias “operatore ecologico” non è addetto a togliere rifiuti “speciali” dalla sede stradale nè dalle aiuole… spetta ad altri enti con altri consigli di amministrazione, con obiettivi di business ben diversi…. che schifo !

Adesso invece vivacchiamo tutti in un brodo maleodorante di inettitudine e inefficienza, di pressapochismo e disinteresse, di assuefazione e corruzione !

Dopo la Vaselli arrivò l’AMNU ! Azienda Municipalizzata Nettezza Urbana, come si chiamava nelle altre grandi città come Roma e Milano. I spazzini furono assunti dal Comune e divennero tutti dipendenti pubblici ! Chi priu !!!

Mentre i Sindaci erano specializzati in “sacchi” di natura edilizia, Palermo cominciava a peccare di menefreghismo, lo stipendio pubblico sicuro, le conquiste sindacali, i raccomandati di turno… e così anche se inizialmente l’AMNU aveva un qualcosa di efficienza “ereditata” dalla gestione privatistica pian pianino con la flemma tipica del popolo mediterraneo, anno dopo anno, invece di efficientare il servizio… si andò a gettare le basi di quello che oggi viviamo quotidianamente: l’immondezzaio cittadino del terzo millennio !

Basta il porta a porta, ecco che appaiono i “sacchitedda” a ogni angolo di strada ( i palermitani erano “mali abituati”…) quindi vengono istituiti i cassonetti ricordate ? Prima di dentro i portoni…. poi fuori contenitori di tutti i tipi, a grate, cilindrici, ovali, rettangolari… insomma un boom di vendite per i fabbri ferrai ! Comunque qualcuno la sera li prendeva sti’ “sacchitedda”… li svuotava sti “cassonetti”…

E da quel momento in poi non siamo più riusciti a gestire sti’ “sacchiteddi” dalle strade !

Per capire come furono spartite le torte e come lo sono tuttora scopro una bizzarra proposta di uno dei tanti amministratori di questi enti mangiasoldi: tratto da un articolo di Repubblica… siamo nel 1985 !! Circa 30 anni fa ! In cui la presidenza di un ente che doveva tenere pulita la città era un ARCHITETTO URBANISTA !!! Che fantasia !

CAPPELLI DI PAGLIA E SPONSOR AI NETTURBINI DI PALERMO
PALERMO – Tute gialle e rosse, scarpe da tennis e in estate cappelli di paglia. Sarà questa probabilmente la nuova divisa dei netturbini dell’ Amnu, l’ Azienda municipale nettezza urbana di Palermo, che comprenderà anche scritte pubblicitarie. L’ idea di far “sponsorizzare” i netturbini e di farli riparare dai colpi di sole con copricapi di paglia è del neo-presidente dell’ Amnu, l’ urbanista professor Umberto Di Cristina. Per l’ inverno, Di Cristina ha progettato per i netturbini ampi impermeabili con cappuccio, verdi come le foglie, maglioni “girocollo”, guanti e stivaletti marrone. Per gli impiegati in servizio in ufficio sono stati previsti camici bianchi, mentre i subalterni addetti alle pulizie dovranno indossare camici grigi o neri. Il professor Di Cristina ha ora sottoposto il suo progetto ai rappresentanti sindacali.

SAPETE CHI ERA SINDACO DI PALERMO IN QUESTI ANNI ???? FATE UNO SFORZO IMMANE DI IMMAGINAZIONE E CI SIETE ARRIVATI ! IL SINDACO “LO SAPEVA FARE” GIA’ NEL 1985 CON UNA GIUNTA ESACOLORE…

Già nel 1987 leggo dagli archivi della camera dei deputati una interrogazione del deputato dell’allora PLI De Luca.SULL’INEFFICIENZA DELL”AMNU’ DI PALERMO E SULLA INOPPORTUNITA’ DI ASSEGNARE ALL’AZIENDA STESSA LA AREA INDUSTRIALE APPARTENENTE ALLA EX ‘FINENDIL’ E GLI AUTOMEZZI DEI QUALI E’ IN CORSO LA VENDITA A TRATTATIVA PRIVATA. 

E poi l’AMIA, le cui origini si leggono dal sito stesso dell’azienda fallita: 

L’Azienda è nata nel 1968 come A.M.N.U., Azienda Municipalizzata Nettezza Urbana, trasformatasi, nel 1985, in A.MI.A., Azienda Municipalizzata Igiene Ambientale. Nel 1999 è stata trasformata in Azienda speciale; nel 2001 in Amia S.p.A.. La totalità del Capitale Sociale è di proprietà del Comune di Palermo.

ED ECCO QUI L’ENNESIMO RISCONTRO… NELL’85 SINDACO ERA LEOLUCA, NEL’99 PURE… NEL 2013 PURE… quando a luglio dalle ceneri fumanti della discarica di Bellolampo miscelata con un po’ di cemento rapido, qualche materasso abbandonato e qualche carcassa di frigorifero, il tutto reso coeso dalla sabbia fine di Mondello viene costituita la RAP !

Ci voleva solo l’intermezzo nefasto della precedente gestione Cammarata… con il “futti futti generale” che ha portato allo “spascio totale” l’azienda municipalizzata… e i cittadini ? Pagano e sorridono ( per i palermitani, me compreso, basta che non ci toccate lo zerbino davanti  la porta e poi in strada si puo’ fare cio’ che si vuole tanto non è cosa loro…),

Che grande svolta culturale ! In 30 anni 3 società, miliardi di euro buttati al “macero” nel vero senso della parola e… le strade invase da rifiuti, blatte, topi, cimici, zanzare, mosche, zecche, aria impestata dal percolato… e… pochi sbalorditi e tristemente sorpresi turisti !

BRAVO SINDACO VADA AVANTI COSI’, CONTINUI A PRENDERCI IN GIRO. TANTO COL POPOLO CHE SI RITROVA A GOVERNARE E’ TALMENTE FACILE !

In provincia non va meglio, anzi peggio… lì i Sindaci per qualche posto sia nei consigli di amministrazione che di manovalanza dei famigerati ATO si sono venduti l’anima al diavolo, scoprendo dopo immensi danni ambientali che forse tenersi il servizio in casa propria era sicuramente più redditizio sia dal punto di vista economico che politico !

GESÙ, SANTA ROSALIA PENSATECI VOI ! AMEN !

Intanto godiamoci questa bella città (le foto sono di inizio estate):