luglio | 2013 | PalermoWeb News

Archive for: luglio 2013

Cerisdi: verso una chiusura programmata?

 

 

 

 

 

 

 

 

di Rosalinda Camarda

Ieri, ventiquattro luglio, i dipendenti di questo Ente emerito sono stati convocati e obbligati a firmare un accordo che si preannuncia tristemente come il primo passo verso la chiusura del Centro. L’ammortizzatore sociale cui la Direzione ha fatto ricorso e da essi sottoscritto, il cosiddetto sostegno al reddito, è uno strumento che secondo i lavoratori del Cerisdi non garantisce continuità di lavoro a tempo indeterminato, ma apre uno scenario verso la non occupazione.

E’ appena il caso di sottolineare che ripetutamente, negli ultimi anni, i dipendenti hanno chiesto al Presidente e al Consiglio direttivo di strutturare un piano di rilancio aziendale che mai è stato programmato. E la bufera che ha investito a livello regionale le attività di formazione rischia di spingere a una chiusura indiscriminata delle sovvenzioni.

Il sostegno al reddito, che prevede la riduzione delle giornate lavorative e conseguentemente degli stipendi, sembra soltanto una cura palliativa (la stessa che, per intenderci, si da a un ammalato in fase terminale).
Riportiamo di seguito, pur consentendo loro di mantenere l’anonimato per evitare ritorsioni dalla dirigenza, le dichiarazioni di due lavoratori del Centro.
La prima dichiarazione di un dipendente è la seguente: affinché il sacrificio che noi oggi stiamo facendo nell’ottica di un risanamento aziendale non sia vanificato, è necessario che il Presidente si impegni a predisporre un serio piano industriale di rilancio delle attività del Cerisdi. In assenza di tale impegno e di risultati apprezzabili si rischia, nel giro di pochi mesi, di essere costretti a proseguire in discesa lungo la china del ricorso a ulteriori ed economicamente peggiori forme di ammortizzatori sociali o, peggio, alla definitiva chiusura del Centro, cosa di cui riterremmo responsabile l’attuale Presidente, che nulla ha fatto o si mostra intenzionato a fare per evitare tale pericolo.

Il secondo dipendente dichiara: i bilanci precedenti mostrano chiaramente, a chi abbia voglia di leggerli e prenderli in considerazione, che esiste il potenziale umano e professionale e la capacità del Centro di sostenere commesse anche fuori dalla sfera pubblica tanto che, in altri tempi, anche un taglio netto al finanziamento non avrebbe messo in crisi il Cerisdi. Da qualche tempo riscontriamo invece nei vertici aziendali scarso impegno e interesse nei confronti della gestione e del futuro di questa struttura. Una passività gestionale che si è limitata a gestire, spesso anche superficialmente, l’esistente e le sue difficoltà. E’ palese, quanto sia necessario riavere un gruppo direttivo preparato e intenzionato ad affrontare e gestire la crisi attuale, puntando a un rilancio del ruolo, del prestigio e dell’attività di un Ente che dalla nascita ha sempre puntato a rappresentare un punto di riferimento e di eccellenza nel suo settore, come ben esplicitava uno dei suoi presidenti, Padre Ennio Pintacuda, indimenticabile e appassionato sostenitore della necessità di un centro formativo manageriale capace di captare e dare risposta alle esigenze non solo dei Paesi dell’area mediterranea ma anche a livello mondiale.

SANITA’ SICILIA: I COMITATI ETICI DIVENTANO CINQUE

 

L’Assessorato della Salute, con il supporto del Comitato Regionale di Bioetica, ha provveduto a riorganizzare i comitati etici in Sicilia che diventano cinque, come previsto da recente normativa.

assessorato_sanitaSono stati fissati tempi certi di esitazione delle istanze ed è stato adottato un modello standard di contratto al fine di fornire garanzie alle Aziende che vogliono investire nella ricerca in Sicilia.

Il Comitato Etico è un organismo indipendente, senza scopi di lucro, costituito nell’ambito di una struttura sanitaria o di ricerca scientifica e composto secondo criteri di interdisciplinarità.

In caso di sperimentazione clinica dei medicinali il comitato Etico ha il compito di verificare l’applicabilità della sperimentazione proposta valutandone il razionale, l’adeguatezza del protocollo (obiettivi, disegno, conduzione, valutazione dei risultati), la competenza e l’idoneità dei ricercatori, valutare tutti gli aspetti etici (consenso informato, privacy dei dati).

Ogni comitato etico ha una competenza territoriale di una o più province nel rispetto del parametro di un comitato per ogni milione di abitanti, stabilendone la composizione ed il funzionamento.

Sedi e ambiti territoriali degli istituendi Comitati Etici interaziendali sono stati individuati in base ai dati di attività dell’ultimo triennio dei comitati etici in atto esistenti.

I componenti dei nuovi Comitati Etici saranno scelti in base a curriculum che documentino il possesso delle qualifiche e dell’esperienza necessarie a valutare gli aspetti etici, scientifici e metodologici degli studi proposti.

- comitato etico Palermo 1, allocato presso l’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico P. Giaccone di Palermo, competente per le sperimentazioni cliniche dell’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico P. Giaccone di Palermo, dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, dell’Azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta e dell’Ospedale Giglio di Cefalù;

- comitato etico Palermo 2, allocato presso dell’Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo, competente per le sperimentazioni cliniche dell’Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo, dell’Azienda ospedaliera di rilievo nazionale e di alta specializzazione Civico-Di Cristina-Benfratelli di Palermo, dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, dell’Azienda sanitaria provinciale di Trapani, e dell’Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (ISMETT) di Palermo;

- comitato etico Catania 1, allocato presso l’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico Vittorio Emanuele di Catania, competente per le sperimentazioni cliniche dell’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico Vittorio Emanuele di Catania, dell’Azienda sanitaria provinciale di Ragusa e dell’Azienda ospedaliera per l’emergenza “Cannizzaro” di Catania;

- comitato etico Catania 2, allocato presso l’Azienda ospedaliera di rilievo nazionale e di alta specializzazione Garibaldi di Catania, competente per le sperimentazioni cliniche dell’Azienda ospedaliera di rilievo nazionale e di alta specializzazione Garibaldi di Catania, dell’Azienda sanitaria provinciale di Catania, dell’Azienda sanitaria provinciale di Enna, dell’Azienda sanitaria provinciale di Siracusa e dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Oasi Maria SS. di Troina;

- comitato etico Messina, allocato presso l’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico “G. Martino” di Messina, competente per le sperimentazioni cliniche dell’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico “G. Martino” di Messina, dell’Azienda sanitaria provinciale di Messina, dell’Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti Papardo-Piemonte di Messina e dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico “Bonino Pulejo” di Messina