foto di Silvia Andretti

 

 

 

 

 

 

 

foto di Silvia Andretti

 

 

 

Erano più di cinquemila tra esponenti politici, militanti del Movimento per l’autonomia ma, anche è soprattutto, gente comune, che si è riunita a Palermo davanti all’ufficio del Commissario dello Stato per la Regione Siciliana per chiedere l’abolizione dell’Istituto. In piazza Principe di Camporeale i manifestanti giunti a bordo di quaranta bus da tutta l’Isola, cui si sono aggiunti autonomisti palermitani e semplici cittadini, hanno sventolato bandiere della Sicilia con il simbolo della Trinacria ma anche cartelloni con scritte come “Lo statuto siciliano non si tocca”, o “Giù le mani dalla Sicilia”. Dal palco si sono susseguiti gli interventi di esponenti politici del Movimento. “L’autonomia della Sicilia è sotto attacco – ha detto il coordinatore regionale del Mpa Giovanni Pistorio – in particolare quando si sostiene che è un privilegio. Questo non è vero perché l’autonomia della nostra regione nasce da una battaglia storica”. “Partiti come l’Udc – ha aggiunto – vogliono indebolirla. Noi oggi siamo qui per contestare l’istituto del commissario dello Stato perché non è più un arbitro imparziale, e cambia la sua linea a seconda che il governo regionale è in linea oppure no con quello nazionale”. “Oggi poniamo il problema formale della sua abolizione – ha concluso Pistorio – perché questo tipo di controllo che non esiste nelle regioni a statuto ordinario rende più debole l’autonomia, anche alla luce delle ultime vicende di cronaca”. Dopo l’intervento dal palco del coordinatore regionale del Mpa i manifestanti hanno deciso di muoversi in corteo verso via Dante. Fitta la rappresentanza di donne, giovani e sindaci in fascia tricolore.