foto di Giulia Maggì

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Pippo La Barba

La nota fotocronista Letizia Battaglia, palermitana doc, sta per far nascere un centro internazionale di fotografia, dove convergeranno intelligenze fotografiche, siciliane e non, e dove si svilupperanno i talenti che esistono nella nostra terra.

Letizia, che negli anni sessanta e settanta fu a Palermo un’icona della fotografia con i suoi reportage per il quotidiano L’ORA, vuole realizzare un sogno: creare qualcosa che resti per il futuro, soprattutto a vantaggio dei giovani che vogliono intraprendere quest’attività.

Mi riceve nel suo attico, dove abita al centro di Palermo parlandomi appassionatamente del suo progetto. “Questa terra - afferma – ha prodotto dei grandi talenti nel campo fotografico, penso a Enzo Sellerio e a Ferdinando Scianna; ma penso anche ad altri non siciliani, che magari non hanno avuto clamore, ma sono ugualmente validi: Thomas Roma, oriundo siciliano nato in America, che fa delle foto raffinatissime tra Brooklyn e la Sicilia, e in Italia Santi Caleca”.

Quindi la tua non è un’iniziativa circoscritta alla Sicilia?  

No, anzi vuole avere un respiro internazionale, si deve irradiare per il mondo. Io mi rivolgo agli artisti contemporanei di ogni nazionalità perché convergano su questa mia idea e diano un contributo donando qualche loro opera.

In cosa consiste esattamente il tuo progetto?

Il centro si articolerà su tre sezioni: un museo della memoria, una galleria fotografica di arte contemporanea e una scuola di fotografia. Quest’ultima attività è quella che mi preme di più perché può dare opportunità di lavoro ai giovani.

Con quali risorse sarà realizzato?

Vedrò; intanto il Comune di Palermo dovrebbe concederci gratuitamente i locali. Abbiamo chiesto tre piccoli padiglioni comunicanti dei Cantieri Culturali alla Zisa, che in atto non sono utilizzati e vanno comunque ristrutturati. A breve dovremmo avere una risposta dal Sindaco Orlando e dall’Assessore alla Cultura Giambrone.

Come si articolerà il centro?

Ci saranno le tre attività cui ho accennato. Ma dovrà essere innanzitutto un luogo d’incontro culturale, un posto dove ritrovarsi, munito di un piccolo bar. Lo immagino come un ponte ideale tra Palermo e il resto del mondo.