Si svolgerà da Giovedì 14 a Domenica 17 Giugno al Velodromo “Paolo Borsellino” di Palermo la quinta edizione di “Mediterraneo antirazzista” 2012.

È una manifestazione sportiva, artistica e culturale la cui prima edizione si è svolta a Palermo nel giugno del 2008. L’obiettivo della manifestazione è la promozione delle relazioni interculturali tra le diverse componenti che abitano nella città metropolitana, provando a mettere in discussione le dicotomie centro/periferia ed inclusione/esclusione.

Anche quest’anno l’evento è totalmente gratuito e si basa su tornei non agonistici di calcio, basket, pallavolo, cricket e rugby con il messaggio di usare lo sport come strumento per abbattere frontiere e costruire diritti. Il calendario, oltre alle partite, prevede parate in strada allo Zen e una festa multietnica a Ballarò.

“Mediterraneo antirazzista” è promossa da un cartello di 35 associazioni di volontariato. Parteciperanno 150 squadre delle comunità di immigrati di Palermo e di ragazzi dei quartieri del centro e della periferia (dallo Zen allo Sperone). Negli scorsi mesi si sono tenuti dei mini tornei nei vari quartieri: al Cep, allo Zen, all’Albergheria. Si è tenuto anche un convegno con sociologi ed esperti di sport ed intercultura. Ci sono state anche due tappe di gemellaggio fuori Palermo: a Scampia e a Roma al Centro Metropoli che si occupa di accoglienza ai Rom. Verrà infatti da Roma e da Scampia un pullman con alcuni ragazzi che parteciperanno alla manifestazione.

La manifestazione è realizzata con il contributo del Cesvop.

Il messaggio forte che Mediterraneo antirazzista vuole lanciare è che a fronte di un calcio che è diventato sempre più una questione di affari ed oggetto di scandali, la manifestazione vuole invece riappropriarsi dello sport come strumento di incontro e affermazione di diritti fondamentali. Rispetto ad episodi sempre più diffusi di violenza razzista (come il caso dell’aggressione sul bus di pochi giorni fa a Palermo) pensiamo sia fondamentale creare momenti di incontro ed aggregazione attraverso occasioni semplici ed universali che consentano l’aggregazione e la conoscenza tra ragazzi portatori di diverso tipo di disagio.