foto di Giulia Maggì

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di Pippo La Barba

Una brillante e nello stesso tempo stimolante metafora sulla vita delle prostitute. Puttane, testo di Angelo Vecchio, regia di Marco Pupella, rappresentato al teatro Crystal di Palermo dal 4 al 6 maggio, ha avuto un’entusiastica accoglienza da parte di un pubblico attento a cogliere gli aspetti più significativi di una condizione sociale degradata ma anche ricca di spunti umani di amara ironia e di grande intensità emotiva.

Le tre ragazze protagoniste: una giovane, rinchiusa nel suo impossibile sogno d’amore; l’altra più anziana e radicata nel reale; la terza, straniera, disincantata e cinica, ma anche capace di forti emozioni e accenti di tenerezza quando parla del suo paese e della sua storia.

Sono interpretate rispettivamente da tre attrici esperte e collaudate come Lavina Pupella, Giuditta Perriera e Daniela Melluso.

Il regista Marco Pupella ha reso il testo di Angelo Vecchio più leggero, senza mai scadere nella volgarità, e ha dato rilievo a personaggi minori come il transessuale, ottimamente impersonato da Davide Ruggiano e il pedagogo, un sofisticato Maurizio Rossi Laudicina, che vuole spiegare alle prostitute come avviene psicologicamente il passaggio dalla “purezza” al peccato, ma che poi alla fine ha un rapporto a pagamento con una delle tre.

Tutto lo spettacolo palpita di vita vissuta ed è contestualizzato al periodo di grandi difficoltà economiche che stiamo attraversando, che fanno sì che a volte il confine tra professioniste o professionisti (nel caso dei trans) del sesso e le persone cosiddette per bene risulti alquanto labile.

Il messaggio che viene fuori è una condanna verso la società perbenista, il cui rifiuto della prostituzione si rivela falso, perché le prostitute non esisterebbero se non ci fossero i clienti, e in una battuta una di loro afferma che tutte le prostitute e la miriade dei loro clienti si ritroveranno insieme all’inferno.

Il ritmo dello spettacolo è scandito da stacchi musicali appropriati, con canzoni d’epoca eseguite da Claudia Lo Castro.