testi e foto di Guido Picchetti

Benché datato (risale all’Agosto del 2010), questo documento: sos_pantelleria firmato da Franco Tassi e Carmelo Nicoloso per il Comitato Parchi in relazione all’emergenza che riguarda l’isola di Pantelleria, è un documento che, come tutte le cose di valore, conserva intatta ancor oggi tutta la sua validità.

Anzi ne acquisisce ancora maggiore, davanti alle minacce che si vanno concretizzando a seguito della sfrenata corsa all’oro nero in atto nel Mediterraneo e non solo, e di cui basti solo citare, a mò d’esempio, la IKDAM della Northern Petroleum, la grossa nave da 70.000 tonn. specializzata in produzione, raffinazione e stoccaggio di prodotti petroliferi ricavati da sottosuoli marini profondi, in azione, già da tempo ormai, sul giacimento offshore Oudna a 30 miglia appena da Pantelleria.

Il giacimento su cui sta operando l’IKDAM si trova al centro del Canale di Sicilia, in acque tunisine. In acque, cioè, date in concessione a quella società multinazionale dalla Tunisia, uno degli Stati membri firmatari della Convenzione di Barcellona, che proprio dall’UNEP-MAP ( l’istituzione delle Nazioni Unite delegata alla tutela del Mediterraneo, di cui fanno parte, con l’Unione Europea e gli stati mediterranei dell’Unione, anche gli altri stati extreuropei bagnati dal Mediterraneo) ha avuto l’incarico di istituire le cosiddette SPAMI (Aree Marine d’Altomare Specialmente Protette), due delle quali, individuate proprio dall’UNEP-MAP, comprendono lo Stretto di Sicilia….

C’è una strada già segnata, quindi, senza alcun dubbio… E per iniziare a percorrerla non occorrono fondi speciali… Basta qualche sacrificio, quale quello di fermare quelle attività estrattive già avviate nello Stretto in totale inosservanza di trattati internazionali pur sottoscritti… E insieme la volontà di dare un segnale concreto che, seppure con i tempi di crisi in cui ci troviamo, si intende davvero imboccare questa strada maestra, l’unica in grado di assicurare un futuro alle generazioni che verranno, e per non distruggere per interesse e per follia quelle “riserve naturali” senza le quali non c’è certezza nè speranza per la nostra sopravvivenza…

Qui a seguire il documento in questione, una storia infinita sull’istituzione dell’Area Marina Protetta di Pantelleria che va avanti dal 1989, passando per l’istituzione del Parco Nazionale nel 2007, per arrivare alle concessioni per le trivellazioni petrolifere (storia di questi giorni), e alla proposta del Comitato Parchi del 2010 per un Parco Blu transnazionale che interessi tutta l’area del Canale di Sicilia…