SFILANO INSIEME AI GONFALONI DEI COMUNI PER IL CORTEO STORICO

 Non solo folklore, leggende e memorie dei Comuni della Provincia, ma la storia d’Italia dai borboni ai giorni nostri, pronta a sfilare in una grande, coloratissima parata lungo la via Libertà, in programma quest’anno il 18 dicembre, a Palermo, a partire dalle 10 e fino alle 13.30 circa, come epilogo invernale di “Provincia in festa”.

Il tradizionale corteo storico, che per tre anni consecutivi ha animato il centro del capoluogo, si arricchisce di nuove scene, rappresentazioni, personaggi, in un’inedita atmosfera da vigilia natalizia.

Il percorso delineato è sempre quello compreso fra piazza Croci e piazza Ruggero Settimo, un chilometro e mezzo di puro teatro en plen air, articolato in due segmenti, con partenza dal Giardino Inglese, e due fermate, in corrispondenza del crocevia di via Archimede e di piazza Castelnuovo.

“Quest’anno – commenta il presidente della Provincia, Giovanni Avanti – il tradizionale appuntamento del corteo storico si arricchisce di un nuovo significato: l’omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia e la rievocazione della nostra storia, un patrimonio comune di valori a cui ancora oggi sentiamo di appartenere”.

Il primo segmento o quadro della parata, ideata e diretta dal dirigente della Provincia Filippo Spallina, verrà inaugurato dalla fanfara del XII battaglione dei carabinieri di Palermo, che eseguirà la Canzone del Piave e l’Inno di Mameli; a seguire sfileranno, come da tradizione, i gonfaloni degli 82 Comuni della Provincia. Quindi subentreranno gli artisti dell’associazione palermitana “Il Circo dell’Avvenire”, che con la regia di Anton Giulio Pandolfo e le coregrafie di Davide Padiglione presenteranno un tributo ai caduti e agli eroi italiani, dal Risorgimento alla Resistenza, dalla prima guerra mondiale alle morti bianche, passando per i tanti soldati morti in missione all’estero. Un omaggio particolare sarà rivolto ai Mille e ai Tredici della Gancia, che il 4 aprile del 1860, dopo essersi barricati nella chiesa della Gancia di Palermo, decisero di riversarsi in piazza, armi in pugno, e di ribellarsi all’oppressione borbonica, pagando con la vita il loro azzardo rivoluzionario.

Ma nella performance del Circo dell’Avvenire ci sarà spazio anche per un amarcord più lieve e pittoresco, che rievocherà i personaggi, i costumi, le atmosfere più suggestive tra ‘800 e 900: si ricorderà così la magia senza tempo del valzer del Gattopardo, l’eleganza blasonata dei coniugi Florio, ma anche gli anni ’30, segnati dal drammatico fenomeno dell’emigrazione, la liberazione dal Fascismo e il dopoguerra della rinascita a suon di boogie boogie, la rivoluzione culturale degli anni ’60, con i figli dei fiori, fino ai giorni nostri, tempi di multiculturalismo e globalizzazione, che verranno evocati dalla partecipazione di gruppi multietnici tamil e africani, con coreografie e musiche tipiche.

Il quadro verrà chiuso da “I migliori anni”, un gruppo di giovani che rappresentano le professioni a cui aspirano: i ragazzi porteranno uno striscione con la scritta dateci un avvenire; tre di loro, poi, lanceranno palloncini verdi, bianchi e rossi, a cui sono attaccati dei cartellini con scritte le parole pace, legalità, lavoro.

Infine, in programma l’esibizione della fanfara dell’Associazione nazionale Bersaglieri di Palermo.

Il secondo segmento è dedicato alle rappresentazioni folk delle tradizioni municipali: otto comuni, come in un libro di storia animato, rievocheranno gli aneddoti, le leggende, i personaggi che hanno segnato la loro fondazione o caratterizzato i riti di fede più suggestivi, tramandati negli archivi e nelle biblioteche, nei racconti e nelle ricerche degli storici, nelle festività religiose e in quelle ‘ereditate’ dalla civiltà contadina, di ascendenza pagana.

Lungo la via Libertà prenderà così corpo una coloratissima parata con musicisti, artisti di strada, figuranti in abiti d’epoca: ci saranno il corteo “Città di Caccamo”, a cura dell’associazione turistica Pro Loco “Giorgio Ponte” di Caccamo, con il ‘labaro’ che riproduce l’immagine del ponte chiaramontano e l’immancabile Castellana; gli stendardieri di Petralia Soprana, che sfileranno tenendo in equilibrio stendardi alti sette metri; l’associazione “Almo feudo” di Carini, che rievocherà l’inquietante leggenda della baronessa Laura e del suo amante; il gruppo “Tataratà” di Casteltermini, il Comune agrigentino ospite della Provincia di Palermo, che rievocherà la fondazione del paese agrigentino risalente al 1629, dando vita ad una coreografia ispirata alle antiche danze di guerra delle tribù berbere indigene, con armi e tamburi; l’associazione “Penelope” di Ventimiglia di Sicilia, con la rappresentazione “Feudo in festa”, dedicata alla dinastia di donna Beatrice; l’associazione “G.i.a.” di Marineo, che rievocherà la fondazione del marchesato ad opera della famiglia Bologna; l’associazione “Ballo pantomima della Cordella” di Petralia Sottana, che si esibirà nel tradizionale ballo della Cordella, inno di ringraziamento alla natura e alla provvidenza per il buon raccolto del grano, con dodici coppie che intrecciano in cerchio nastri colorati; l’associazione culturale “Pietro Mascagni” di Bagheria, che presenterà i suoi carretti siciliani.