Il vernissage Dormant Places che sarà a Palermo fino al 21 dicembre, ha come soggetto fondamentale la riflessione sul paesaggio.
L’artista, Rui Inàcio, si mette alla prova per raccontare attraverso uno sguardo analitico, ma allo stesso tempo visionario, un paesaggio modificato ma formato da situazioni familiari.
di Rosalinda Camarda

Da un progetto del centro d’Arte Piana dei Colli di Villa Alliata Cardillo e con il patrocinio dell’Ambasciata del Portogallo e dell’Accademia di Belle Arti di Palermo si è tenuta lo scorso 25 novembre una conferenza sul tema“ L’invenzione del paesaggio. L’arte di vedere e costruire il mondo” a cura di Giulia Ingarao, direttore artistico del Centro di Villa Alliata Cardillo. Alla conferenza sono intervenuti: Davide Lacagnina storico dell’arte, che ha parlato di “Moderno, postmoderno, ipermoderno? Alle origini del paesaggio”; Alessandro Rais, critico cinematografico, che ha discusso di “Video Landscapes” e Paola Nicita, giornalista e critico d’arte, che è intervenuta su “Le forme del luogo”. A seguire, sempre a cura di Giulia Ingarao, l’opening Dormant Places, personale di Rui Inàcio.

Il giovane artista portoghese per la prima volta espone in Sicilia presso il Centro ma, sicuramente, la sua performance avrà un seguito, in quanto il gradimento del pubblico è stato tale da stimolare in tal senso le personalità della critica intervenuta alla conferenza. Abbiamo rivolto, ovviamente, alcune domande e all’artista Inàcio e alla curatrice Ingarao.

Luoghi tranquilli o Dormant Places: da cosa è nata la scelta del termine per questo vernissage?

Dal fatto che tutte le immagini che raccolgo e ricompongo nei miei frames sono luoghi addormentati o momentaneamente inattivi, ma solo apparentemente statici.

Quando nasce il suo percorso artistico?

Molto tempo fa, avevo quindici anni quando ho cominciato a occuparmi di pittura e scultura. A diciotto ho capito che volevo fare arte e solo arte e sono andato a Londra a seguire gli studi.  Mi sono specializzato presso la Chelsea College of Art and design, University of Art – London.

L’elemento acqua ha uno spazio importante nelle sue opere.

E’ l’acqua che detta il ritmo lento, costante, quasi ipnotico, del fluire della natura. E’ sempre presente confondendosi con il paesaggio, con le sue luci, ombre e colori.

La scelta della Sicilia?

Giulia Ingarao, affascinata dal mio lavoro, mi ha invitato organizzando questo evento. Cinque anni fa ero già stato in Sicilia, precisamente a Catania, perché sono interessato alle montagne e ai vulcani. Ho trascorso diverso tempo sull’Etna a studiare.

Questa è l’unica tappa siciliana?

Sì, e sarò un mese a Palermo.

Cosa pensa del territorio siciliano, è interessante per i suoi lavori?

Assolutamente sì. E’ molto avvincente e sono molto interessato al vostro paesaggio. Tornerò di sicuro il prossimo anno per continuare a esplorare il territorio.

La personale dell’artista portoghese – chiediamo alla curatrice Ingrao – è composta da due momenti espositivi: il primo è quello di quattro video-pitture realizzate tra il 2006 e il 2010 che declinano il tema del paesaggio e la sua relazione con la memoria e la tradizione estetica. Le opere di Inácio non sono mai descrittive ma sono frutto di una complessa rielaborazione del dato naturale. I suoi video mescolano pittura e video attraverso un ricercato processo di manipolazione che a tratti sembra disfarsi della realtà per approdare all’astratto.

Rui Inácio fa proprie – spiega la Ingarao – le poetiche di Constable e Turner, rendendole complementari: sintetizza le forme, che appaiono come chiazze di colore sciolto, inserendole in un ritmo più ampio senza però disfarsene mai. A essere rappresentato non è il paesaggio ma l’idea archetipica di ciò che il paesaggio può essere.

Il secondo momento della mostra è un omaggio alla Sicilia, con un’istallazione dal titolo Etna Projet, composta da un video a tre schermi e una serie di disegni. Il video mostra tre diverse e simultanee prospettive del vulcano.

I disegni che accompagnano il video appaiono – aggiunge la Ingarao – immersi in un’atmosfera favolistica come illustrazioni romantiche di un mondo immaginario. I colori accesi esaltano l’aspetto fantastico delle vedute dell’Etna, raccontando uno spazio pulsante fatto di segni nervosi e colori che si sciolgono. Nelle sue opere Inàcio altera la disposizione degli elementi nello spazio, stravolge il ritmo di fruizione dell’osservatore, per recuperare la relazione con la natura e stimolare una diversa capacità di osservazione.

 

Villa Alliata Cardillo

Ingresso gratuito; dal giovedì al sabato dalle 15: 30 alle 19:30 fino al 21/12/2011

Via Faraone, 2 – Palermo Info: 3319327930