TEATRO: ORRORI IN FAMIGLIA | PalermoWeb News

TEATRO: ORRORI IN FAMIGLIA

 

di Pippo La Barba 

Emma Dante mette in scena al Teatro delle Balate di Palermo dal 2 al 6 novembre il suo lavoro “Per guardarti meglio”, piece sul tema drammatico della pedofilia consumata in famiglia. 

L’opera s’ispira alla favola di Cappuccetto Rosso letta al contrario, dopo una Cenerentola che si colloca agli antipodi della retorica del buonismo.

Quello di Emma Dante è un teatro attraversato dal disagio; anche la sua ultima fatica, la “Trilogia degli occhiali”, è una ricerca di tipi umani, uno scrutare oltre.

Emma si propone ancora una volta con i suoi testi alternativi che fanno discutere, ma che al fondo fanno riflettere. In “Per guardarti meglio” c’è un gioco di contrapposizioni tra vite idealizzate e verità nascoste.

In una stanza piena di giocattoli un’ex bambina divenuta adulta (Sabrina Recupero) rievoca tra stucchevoli giaculatorie e strazi laceranti la sua infanzia violata. Destinataria di questi sfoghi è la sua bambola preferita (impersonata da Sabrina Petyx) che poi nel corso della narrazione assume nell’immaginario della vittima le sembianze dell’orco, il nonno che ha abusato di lei.

Anche scenograficamente si evidenzia questo contrasto tra le luci e l’ambiente gioioso della stanza e il dramma interiore vissuto dalla ragazza mentre racconta il proprio passato.

“Dietro tutte le storie di disagio – ripete Emma Dante – c’è sempre quest’aspetto di apparente normalità che nasconde il dolore”.

Le chiedo perché in tutte le opere da lei scritte e dirette c’è sempre il tema del disagio.

“Io interpreto il teatro – risponde – in questa maniera, il mio è un teatro civile che vuole andare al cuore dei problemi, scavare sotto la crosta”.

L’essere vissuta a Palermo l’ha in qualche modo ispirata nella scelta dei soggetti e dei personaggi?

“Palermo è la mia città, dove io sono vissuta da borghese, ma sempre incuriosita dalle storie di emarginazione”.

Esiste una drammaturgia palermitana?

“Più che di drammaturgia palermitana parlerei di drammaturgia siciliana, il cui padre è Franco Scaldati. Ma anche tra i giovani ci sono diversi autori, per esempio Davide Enia e la stessa Petyx, che scrivono per il teatro con originalità, nel solco di questo filone”.

Lascia un Commento