n.d.r. RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

di Giada Giustolisi

“I vecchi inculchino nei giovani il pudore, in modo che questi arrossiscano di ogni mala azione. Dove i vecchi sono spudorati, figli, e nipoti, saranno più sfacciati. E dove regna la sfacciataggine, seguono, l’oltraggio, l’ingiustizia, la violenza.”

Nonostante le incerte notizie biografiche sul conto di Caronda, antichissimo legislatore Catanese (VI sec a.c.) sappiamo che le Sue leggi venivano osservate nelle colonie della Magna Grecia, creò il > e le sue leggi furono le più antiche non solo della Sicilia ma anche dell’Italia.

Quello che è certo è che ci si riferisce a lui come l’emblema massima (o simbolo?) della “legalità”. Egli stesso si uccise per aver trasgredito a una delle proprie leggi.

Non parlo politichese e forse poco lo comprendo ma ho come l’impressione che quello appena detto, sia esattamente quello che non succede oggi in Italia. Non voglia essere questo un invito al suicidio collettivo rivolto alla Nostra benemerita classe (a)politica, ma ci facciano riflettere alcuni articoli delle leggi del tanto stimato Caronda che hanno un sapore di perenne attualità: “Siano ammessi alle magistrature (allora tutte elettive) quelli che sono tanto di scarsa quanto di ricca fortuna; e nessuno possa ricusarsi, sotto pena di multa, che sarà lievissima per i primi, grave per gli altri” … per i “nostri” invece esiste una pena lievissima per quelli di ricca fortuna e durissima per quelli di scarsa fortuna … e poi fatemelo dire, mi piace tanto questa parola … per “altri” … esiste il Legittimo Impedimento …

Oggi un terzo dei Giudici della Corte Costituzionale e un terzo dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura sono eletti a scrutinio segreto delle Camere riunite, con speciali quorum e speciali maggioranze.

Si vorrebbe così fare in modo che siano scelte persone universalmente stimate al di sopra delle parti. Ma anche questo, nonostante le precauzioni, non va come dovrebbe e invece di nominare personalità universalmente stimate, i partiti si accordano e adottano il ferino (o brutale?) metodo delle spartizioni.

Secondo le parole di Ernesto Galli della Loggia:>. E la Costituzione?! Va a farsi benedire …

L’Editorialista s’indigna, perché tutti notano e deprecano gli insulti di Bossi contro quel supremo Testo ma nessuno si accorge o s’indigna per quest’obbrobrio.

Ha ragione, E. G. della L., ma omette di trarre dal caso concreto le necessarie conclusioni.

In un Paese di furbi come l’Italia siamo tutti convinti che la Norma scritta e particolareggiata ci salvaguardi, infatti, il nostro codice civile si compone di quasi tremila articoli. In quest’abbaglio sono caduti anche i padri costituenti. Hanno previsto che un terzo dei giudici costituzionali sia nominata dai magistrati – come se essi non avessero un partito del cuore – e un terzo dal Presidente della Repubblica, come se egli non avesse, dopo una vita passata nelle istituzioni, passioni politiche. Il risultato – soprattutto avendo avuto negli ultimi decenni solo Presidenti venuti dalla sinistra – è che oggi la Corte Costituzionale è sentita come un organo che fa una precisa politica di sinistra. Che il fatto sia vero o no, il danno è lo stesso: la sua legittimità nasceva dall’essere dedita solo all’applicazione della Costituzione, e questa legittimità è andata perduta.

In politica le persone super partes non esistono. Galantuomini quanti ne vogliamo, ma l’essere super partes, in questo campo, significherebbe non avere idee. E chi necessariamente le ha, ne è influenzato più o meno gravemente. Se alcuni si spingono fino alla malafede, altri possono essere scorretti in perfetta buona fede. Oggi molti, nel centro-destra, sono convinti che la Corte Costituzionale abbia più volte agito aggirando la volontà popolare e superando i poteri del Parlamento, pur di dare ragione alla sinistra e farla vincere a tavolino, dal momento che aveva perso in campo. Anche se non fosse vero il danno sarebbe lo stesso.

La finalità della Costituzione è stata azzerata e quella Corte, che doveva rappresentare l’imparzialità al più alto livello, è vista come un Sinedrio dove le opinioni in minoranza non venivano scartate e non erano proibite ma semplicemente l’opinione di maggioranza diventava vincolante. All’andazzo non sfugge certo il Parlamento. La Costituzione ha avuto l’ingenuità di ipotizzare personalità super partes ma i parlamentari fra i loro molti difetti non hanno quello dell’ingenuità e invece di farsi fregare da qualcuno che si proclama disinteressato, preferiscono piazzare un loro uomo, o almeno sapere che è stato eletto un loro nemico.

In una nazione tradizionalmente faziosa come l’Italia è inutile sperare in una superiore qualità di disinteresse, di competenza, d’imparzialità. Il massimo che si può sperare è che l’ingiustizia, invece di nascere dalla decisione di una lobby, corrisponda almeno alla volontà dei cittadini.