di Giorgio De Simone.

Sarò fuori dal coro ma, a parte il dispiacere come uomo di chi ha vissuto in prima persona cosa significa vedere morire un caro amico o un parente con questa malattia, non mi sento di unirmi a coloro che gridano alla fine di un’epoca, di un mito, di un genio.

Steve Jobs ha solo avuto la fortuna che molti concorrenti di Apple erano solo in cattive condizioni economiche sopraffatti dalla crudeltà dei mercati finanziari che, se vogliono, decretano chi deve e puo’ portare avanti i propri progetti e chi no. Jobs è stato solo fortunato, nella sfortuna della malattia, e come tanti si è trovato nel posto giusto nel momento giusto. Un po’ come chi entra nella prima ricevitoria e acquista il biglietto vincente della lotteria.

Ricordo di avere avuto il primo telefonino con touch screen quando Jobs non era in Apple: era un Motorola, si apriva a conchiglia, si scriveva direttamente sullo schermo con il pennino… bianco e nero… non c’erano tasti solo uno schermo… allora nessuno lo apprezzava… era l’epoca dei microtac… la Apple faceva a stento i Mac… ma allora questa “visione” di Jobs a cosa fa riferimento ? Non è che ha copiato idee già esistenti e le ha potute mettere in campo solo perchè finanziariamente sostenuto ?

Ma quanti nostri ingegneri, tecnici, o semplici inventori hanno idee “visionarie” che nessuno calcola perchè “poveri” e “pazzi” ? E chissa’ quanti ne esisteranno negli USA, nella patria della Apple, dove fanno il bello e cattivo tempo del nostro futuro.

Jobs ha speso molto in pubblicità… in immagine in promozione e quello che la Apple non gli perdonerà da qui a tra qualche anno è l’avere legato l’innovazione al suo nome… tutti i prodotti ormai, Apple compresi sono “made in china” sono i cinesi la vera anima di Jobs, ingegneri coreani, vietnamiti, bimbi cinesi che si ammalano per i nostri Iphone e Ipad… che hanno realizzato quello che ormai era ovvio realizzare. Gli Ipad li aveva in qualche modo già pensati la Texas Instruments parecchi anni fa, le riviste che leggevo come Focus possono testimoniare negli annali chi erano i veri “visionari” che inventarono gran parte dei progetti Apple: freschi ingegneri di università americane, europee, giapponesi che non poterono portare a termine i loro sogni per mancanza di finanziatori.

Io senza Apple finora sono sopravvissuto… e il mio budget familiare ringrazia… qualcuno afferma che senza Apple il mondo non sarebbe lo stesso… francamente penso che il mondo è fatto d’altro rispetto alla tecnologia, quella stessa tecnologia e che purtroppo non ha consentito anche a un multimiliardario come Jobs di salvarsi dal male del secolo.

Da questa parabola dovremmo pensare che forse finanziando un po’ meno le varie Apple del mondo e spendendo le risorse in ricerca, finanziando seriamente chi studia sulle malattie del secolo, probabilmente avremmo potuto avere qualche Ipad in meno nelle nostre case e forse qualche Steve Jobs, anche meno noto, sarebbe ancora tra noi.