di Pippo La Barba

Grande successo e straordinaria partecipazione di pubblico per la seconda edizione di “Bisacquino Festival Set” (sito www.bisacquinofestivalpremiofrankcapra.com), rassegna di cortometraggi che si è svolta nella cittadina dal 19 al 21 agosto. L’evento, dedicato al grande regista hollywoodiano Frank Capra, nativo di Bisacquino, è stato realizzato grazie allo sforzo organizzativo e finanziario dell’amministrazione comunale e soprattutto all’impegno del sindaco Filippo Contorno.
Scopo della manifestazione la valorizzazione di giovani talenti (qualcuno esordiente) che hanno dato vita a corti della durata massima di trenta minuti aventi come soggetto aspetti della vita di Frank Capra ovvero storie sul tema dell’emigrazione. Requisito richiesto: che la location e tutte le riprese ricadessero nel territorio di Bisacquino.

Alla fine delle tre serate, dopo una accurata selezione il primo premio è stato assegnato da una giuria di esperti presieduta dal critico cinematografico del Giornale di Sicilia Eliana Lo Castro Napoli all’opera “La pietra e il ferro” di Riccardo Cannella, mentre il premio della giuria popolare è andato all’esordiente bisacquinese Pietro Ricca con “Accadde ad agosto”.
Brillanti conduttori di tutte e tre le serate sono stati l’attore cinematografico e televisivo Giuseppe Santostefano, recentemente scritturato dalla RAI per la nuova serie del commissario Montalbano e per Squadra Antimafia, e la giornalista e scrittrice Valentina Gebbia. Interessante anche l’irradiazione dell’evento via WEB, che ha consentito a tanti bisacquinesi sparsi nel mondo di seguirlo in diretta e di collegarsi con il palco.
“Questa iniziativa culturale – sottolinea il direttore artistico e regista Giuseppe Gigliorosso – non è solo un doveroso omaggio alla figura di uno straordinario personaggio come Frank Capra, emigrato negli Stati Uniti con la famiglia nel 1903 all’età di 6 anni, ma costituisce uno splendido esempio di sicilianità, intesa nell’accezione giusta del termine. Un uomo che si è fatto da sè grazie all’inventiva e alla tenacia che contraddistinguono i veri siciliani, e quindi un esempio luminoso per tanti giovani alle prese con il problema drammatico della precarietà del lavoro”.
Massimo Arciresi, critico ed esperto cinematografico che ha spiegato agli spettatori la poetica ed alcuni scorci di vita di Frank Capra, tiene a puntualizzare che la lettura dell’attività artistica di Capra non va limitata ai film realizzati in età matura (dalla metà degli anni trenta all’inizio dei quaranta), quelli per intenderci che sono stati indicati come l’esaltazione del sogno americano. “Non va dimenticato – aggiunge Massimo – lo straordinario timbro innovativo di alcuni suoi cortometraggi degli anni venti, quando ancora non c’era il sonoro. O di lavori meno noti, come ‘L’amaro tè del generale Yen’.”