PUTIA D’ARTE MALVINA FRANCO – LABORATORIO TEATRALE DIRETTO DA LOLLO FRANCO

Regia di Lollo Franco, Con: Carlo D’Aubert, Rosanna Mercurio, Federica Oddo, Silvia Messina, Maria Silvia Lazio, Noemi Sanfilippo, Alessia Greco, Rosaria Sfragara, Alfredo Chianchiano, Rosario Versaggio, Davide Cirri, Valerio Buonfantino, Nicolò D’Acquisto, Monica Santangelo

DOMENICA 21 AGOSTO ORE 21:30 PARCO DI VILLA PANTELLERIA

INGRESSO 5 EURO

Questa sera si recita a soggetto, indaga sull’autoritarismo del regista di teatro, figura allora innovativa nel panorama teatrale, sulla messa in scena, e scruta i rapporti che intercorrono tra lui e gli attori e, conseguentemente, il rapporto degli attori con il pubblico.

L’azione si svolge in una città dell’interno della Sicilia, dove le passioni son forti e covano cupe e poi divampano violente: tra tutte ferocissima, la gelosia. La novella rappresenta appunto uno di questi casi di gelosia, e della più tremenda, perché irrimediabile: quella del passato.

Mentre il pubblico del teatro è in attesa che cominci lo spettacolo si sente un altercare dietro il sipario del palcoscenico che a mano a mano diventa una vera e propria lite. Alcuni spettatori dalla reclamano il silenzio e poi a sipario alzato continuano a discutere con il regista, il dottor Hinkfuss, mentre gli attori della commedia sono scesi in sala confondendosi con il pubblico.

Il motivo della discussione riguarda la messa in scena della commedia che deve essere rappresentata a soggetto, senza un copione determinato. Anche durante la recita l’opera è ripetutamente interrotta da battibecchi tra gli attori e il regista.

Il regista, forse per la sua mentalità tedesca, vuole spezzettare il racconto in precisi quadri e scene di gusto spettacolare e formale, facendo così perdere l’intensità dei sentimenti rappresentati nella commedia che riguarda una passione forte ed intensa come la gelosia.

Di parere tutto contrario sono gli Attori che non vogliono più recitare per le sue continue intromissioni; chiedono che vengano loro assegnate le parti scritte da interpretare o dal momento che non ci sono siano lasciati liberi di recitare a soggetto, reclamano la loro libertà d’interpretazione, il diritto alla spontaneità dei sentimenti rappresentati, dovrà potrà evidenziarsi il loro talento recitativo.

E sono loro ad averla vinta e a dare inizio alla rappresentazione della commedia che racconta della gelosia di Rico Verri per la moglie Mommina che in passato ha avuto delle cadute da farsi perdonare ma che il marito, pazzamente geloso, non riesce a dimenticare costringendola a rimanere segregata in casa.

Ad alleviarle i tormenti subìti dal marito sopraggiunge a far visita a Mommina sua sorella che deve interpretare nel teatro del paese Il Trovatore. Mentre Mommina canta con la sorella l’aria Leonora addio che le rammenta la sua spensierata giovinezza perduta, cade morta.

La stessa attrice che sta interpretando con tutta se stessa il personaggio di Mommina cade a terra tramortita, quasi esanime anche lei.

Il regista freddamente allora dichiara che l’accaduto dimostra la sua tesi: il teatro è spettacolo esteriore e gli attori devono recitare secondo un preciso copione mantenendo sempre separato il loro ruolo scenico dalla loro stessa interiorità.