agosto | 2011 | PalermoWeb News

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CON LOLLO E LUIGI ALLA SCOPERTA DELLA VERA PALERMO

 

di Pippo La Barba

Splendida esibizione ieri sera, al Parco di Villa Pantelleria, di due mostri sacri del teatro palermitano, nello spettacolo scritto a quattro mani dai due interpreti: Duelloa singolar tenzone.

Un superlativo Lollo Franco, struggente e beffardo, e un esilarante Luigi Maria Burruano con la sua irresistibile vis comica, hanno deliziato il pubblico riproponendo, sul filo della memoria, una Palermo autentica il cui manifesto erano stati negli anni settanta il Cagliostro di Salvo Licata e Palermo Oh cara dello stesso Burruano.

Tra gag di vario genere, intervallate da suggestive incursioni letterarie (bellissime le due poesie recitate da Lollo Franco, una sua, l’altra di Baudelaire) e da stacchi musicali perfettamente intonati alla recitazione, hanno regalato emozioni a tantissima gente, che ha ritrovato quel filone popolare intramontabile le cui origini scaturiscono dalla commedia dell’arte.

Rivivere a distanza di tanti anni la vita avventurosa di Cagliostro, metà gaglioffo e metà eroe, e le vicende apparentemente banali di U rangutanu e U surciu, fa riflettere sul fatto che Palermo ha una sua drammaturgia consolidata, che andrebbe divulgata e fatta conoscere anche fuori dalla Sicilia, specialmente se a interpretarla sono attori con la A maiuscola, che recitano con i tempi giusti come Franco e Burruano.

Lo spettacolo sarà replicato questa sera, domani sera e il 2 settembre sempre alle ore 21,30.

Costo del biglietto: euro 10,00 -Vendita al botteghino.  

A bocca piena

 

di Rosalinda Camarda

Solo per caso, nell’assolata afa di un mattino di fine agosto, rientrando a Palermo dalla ciottolosa spiaggia di marina di Caronia, decido di percorrere la statale 113 e non la solita autostrada.

Il cielo terso, la costante vicinanza del mare azzurro e calmo, la costa che si affaccia con mille piccole cale sulle immobili acque marine, mi rilassano pienamente e rallento la marcia il più possibile per goderne a lungo. Il tempo ha perso ogni valenza, ma la soleggiata calura della giornata chiede una sosta ristoratrice e dissetante.

Quando arrivo a Finale di Pollina, è già ora di pranzo avanzata e l’appetito si fa sentire, ritmato dal borbottio sommesso di un reclamante stomaco. Un’insegna attrae la mia attenzione e incuriosita fermo l’auto: su di essa si legge Gastropoli, gastronomia e trattoria.

E’ un invito irresistibile a fermarsi ed entrare, quasi fosse una fiera della gastronomia.

Il locale affaccia sulla piazzetta in cui si apre l’ingresso della settecentesca villa Ventimiglia, ancora bella e fiera pur nella decadenza e nello stato di abbandono attuali.

L’ambiente è raccolto, niente sfarzo o orpelli, indubbiamente familiare ma accogliente. Una bella ragazza, mediterranea nei colori e nell’aspetto, mi viene incontro con un aperto sorriso di benvenuto, mi fa accomodare a un tavolo esterno, zona fumatori, e m’illustra i piatti del giorno. La cucina è orientata principalmente a pietanze a base di pesce locale e molluschi di tutti i tipi (per me è stato come un invito a nozze) con particolare trasporto alla cucina siciliana e senza tralasciare la gustosa carne dei vicinissimi monti Nebrodi e Madonie. Mangiare da Gastropoli significa affrontare un ricchissimo menù a base di carne, pesce, primi, secondi e dolci a volontà. La peculiarità del locale, è quella di fornire abbondanti quantità di cibo e di ottima qualità e i prezzi, rispetto a quello che mangi, sono economici.

Il locale è sempre affollato ed è quindi consigliabile prenotare per assicurarsi un tavolo. Il pranzo, dall’antipasto alla frutta, mi soddisfa tanto che decido, su due piedi, di intervistare al volo il proprietario e il cuoco, incuriosita piacevolmente dalla commistione montagna-mare dei piatti presentati. Ritengo sia giusto far conoscere queste chicche anche agli altri.

Scopro così che proprietario e cuoco sono la stessa persona, Antonio Cassata, e che la bella ragazza delle comande è la figlia Domenica, detta Domi.

Antonio ha quarantasette anni, è nato a San Mauro Castelverde e prima di trasferirsi armi e bagagli a Finale di Pollina e mettere su famiglia ha lavorato in macelleria. Ama definirsi madonita doc, anche se ha scelto di trasferirsi dalla montagna al mare, in uno dei più begli angoli di costa della Sicilia, a pochi chilometri dal paese natale.

L’attività di ristorazione è a conduzione familiare e comprende la moglie e la figlia Domi, diciottenne, da poco diplomatasi in ragioneria, che molto timidamente e dopo ripetuti inviti dice che ha cominciato a collaborare con papà e mamma all’età di dieci anni e che all’inizio era solo un gioco. Adesso, conclusi gli studi, il suo è diventato un impegno preciso e piacevole

Antonio ha anche una figlia piccola, appena dodicenne, che non s’interessa al business familiare e preferisce godersi l’adolescenza senza pensieri.

L’equipe di Gastropoli conta anche quattro lavoranti, tra banco, sala e cucina.

Mi riprometto di tornare a gustarne la cucina e auguro alla famiglia tutta una presenza esponenziale di clientela.