di Rosalinda Camarda

Nella giornata del 19 luglio ho partecipato a due manifestazioni in ricordo di Paolo Borsellino.

Alle 16,58, ora dell’eccidio, ero in via D’Amelio; poi, la sera, sono andata a Villa Filippina per l’appuntamento Ricordando Paolo, un reading di racconti tratti dal libro La scelta, pubblicato nel 2007 da Novantacento, e la proiezione del film di MarcoAmenta La siciliana ribelle, ispirato alla drammatica vicenda di Rita Atria.

Quanta differenza tra le due manifestazioni !

Nella prima si respirava un’atmosfera di coinvolgimento emotivo molto intenso, con le commoventi lettere a Paolo dei colleghi magistrati Antonino Di Matteo, Leonardo Guarnotta, Antonio Ingroia, Vittorio Teresi e con l’intervento finale del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso.

Uomini delle istituzioni e semplici cittadini accomunati da una sincera determinazione, mista a rabbia, nella ricerca della verità sulla strage, dopo che nuove rivelazioni hanno scalfito verità giudiziarie sancite da sentenze passate in giudicato. E i magistrati a chiedere ai cittadini, ai giovani, di non essere lasciati soli in questa ricerca perché, come ha detto Antonio Ingroia, “la verità rende liberi e la libertà rende giusti”.

Poi la sera, a Villa Filippina, un deprimente amarcord , ad eccezione dell’accorato appello di Marco Amenta  e delle lacrime di Maria Lufrano per l’amica Emanuela Loi, in cui più che Borsellino ognuno celebrava se stesso. Al punto che l’attore Davide Enia ha preteso che il palcoscenico fosse sgombrato dalla presenza dei due conduttori Salvo Toscano e Tiziana Martorana.

A prescindere dal fatto che questo stravolgente eccidio dove a perdere la vita non fu solo Paolo Borsellino, ma con lui altri cinque uomini e che questa morte dovrebbe essere scolpita nei cuori di ogni italiano ogni giorno dell’anno e non ricordata semplicemente con manifestazioni simboliche una volta ogni 365 giorni, quanta tristezza nel constatare come ancora una volta l’autoreferenzialità si riveli il vero dna di certi ambienti di una città martoriata da fatti tragici che dovrebbero indurre a meditare anziché costituire banali occasioni per occupare una ribalta!