di Alessio Maria Camarda

L’artista, Christo Vladimirov Javasev, alla presenza del presidente dell’Ars, Francesco Cascio, del direttore della Fondazione Federico II, Lelio Cusimano, e della direttrice dei musei Würth, Sylvia Weber, ha presentato la mostra “Christo e Jeanne-Claude, opere nella Collezione Würth”, allestita nelle Sale Duca di Montalto di Palazzo Reale a Palermo.

Oltre cento opere, tra oggetti, disegni e collage della famosa coppia di artisti Christo e Jeanne-Claude fanno parte della nota “Collezione Würth”: che da oggi è possibile visitare, nell’ambito della manifestazione “Notti Palatine”.

Sei mesi interi per ammirare i lavori della coppia, 8 luglio/8 gennaio. Le opere di Christo nascono dalla forte influenza che su di lui ebbe il Nouveau Réalisme e l’incontro con quella che sarebbe divenuta sua moglie, Jeanne-Claude, e con la quale avviò un ininterrotto sodalizio artistico operando dal 1964 negli Stati Uniti e in altri paesi.  I due artisti, uniti nella vita professionale e in quella amorosa da un legame indissolubile, hanno saputo stupire il mondo con la loro arte dell’impacchettamento. Le opere nascono dall’unione sapiente di architettura moderna e di principi del classicismo ed hanno portato i due coniugi a girare il mondo nell’intento di “impacchettare” cose, luoghi e monumenti.

L’arte dell’impacchettamento consiste nell’avvolgere l’oggetto o il sito prescelto in tessuti tecnici come il propilene oppure tessuti naturali come il cotone, fermandoli con corde o nastro adesivo.

A chi in questa pratica vuole vedere l’intenzione di soffocare un’idea, il maestro Christo risponde di non essere interessato a tutto ciò ma di voler semplicemente celebrare a suo modo la bellezza.

E se il concetto di bellezza è del tutto soggettivo, non si può dire altrettanto della minuziosità e della precisione della realizzazione delle opere, oggettivamente considerate come il frutto di un ingegnoso studio architettonico.

“Non ho mai avuto assistenti in vita mia ogni opera l’ho realizzata da solo” afferma il maestro. I visitatori della mostra resteranno stupiti allora quando qualcuno spiegherà loro cosa sono tutti quei teli arancioni al Central Park di NY oppure cosa ci facevano 1240 ombrelloni blu in una valle di 19,3km e larga 4km a Ibaraki,Giappone.

Il maestro Christo adesso ha 76 anni, non ha più la forza di compiere opere cosi grandiose.

Christo iniziò a impacchettare qualsiasi oggetto, dalle scatole, alle bottiglie e pile di giornali; una pratica che, rivolta a oggetti sempre più grandi, edifici e persino paesaggi, divenne poi il fulcro della sua attività artistica. Nonostante il carattere effimero dell’azione di “confezionamento”, la preparazione di ogni progetto, con disegni, collage, modelli in scala, può durare mesi o addirittura anni. Importante il legame creatosi tra Christo e Jeanne-Claude e la Collezione Würth, iniziato quasi due decenni fa: fu la fascinazione suscitata in Reinhold Würth, imprenditore e fondatore della Corporate Collection, nei confronti dei progetti visionari della consolidata coppia di artisti, che ha portato come frutto questa intensa relazione.

Momento particolare è stato l’“avvolgimento” dell’interno del Museum Würth, nella sede della Società Adolf Würth GmbH & Co. KG a Künzelsau (nel Baden-Württemberg): un esempio veramente unico di fusione tra arte e mondo del lavoro. La collaborazione tra Gruppo Würth e ARS, avviata con il sostegno dei lavori di restauro della Cappella Palatina, si è consolidata nel tempo attraverso altri momenti di valorizzazione dei valori dell’arte e della cultura, come la realizzazione di mostre d’arte contemporanea con capolavori appartenenti alla Collezione Würth.

Il ricordo della sua amata moglie Jeanne-Claude lo spinge però, ancora oggi, a girare il mondo e a celebrare in qualche modo quello che fu il loro amore artistico e spirituale.

Hanno costituito insieme, una delle coppie creative più originali del panorama artistico internazionale. Sono stati gli artefici della “land art”: la loro è una storia di intraprendenza intellettuale, amore e geniale visionarietà.

Christo e Jeanne-Claude sono due artisti unici che attraverso la loro opera “svelano nascondendo”, aprendo l’immaginazione dell’uomo e nascondendo o evidenziando il contenuto originale per un breve lasso di tempo. Nel periodo di durata del progetto, siti, oggetti ed edifici diventano totalmente altro da sé, assumendo l’aspetto della scultura.

L’esposizione palermitana caratterizzerà l’estate del capoluogo siciliano, arricchendo ulteriormente l’offerta culturale della città, già da qualche settimana affollata di turisti provenienti da ogni parte del mondo.