Dopo l’interrogazione e la petizione online lanciata da Fabrizio Ferrandelli, consigliere comunale e capogruppo Idv al Comune di Palermo, sul suo sito www.fabrizioferrandelli.it, e le denunce fatte da Roberto Sauerborn, responsabile dell’associazione Noi consumatori Palermo, parte la Class Action contro il comune di Palermo per il definitivo ritiro dei parcheggi a pagamento, ovvero delle cosiddette “zone blu” ancora attive nel centro della città di Palermo.

I parcheggi a pagamento sono previsti solo all’interno delle Ztl (zone a traffico limitato) che, come è noto, a Palermo sono state annullate nel 2008 con sentenza del Tar Sicilia. Ciò nonostante, il comune di Palermo ha continuato, sia direttamente che tramite convenzioni, a gestire e ad incassare illegittimamente milioni di euro sia per il rilascio dei pass che con l’elevazione di multe; multe che però vengono sistematicamente annullate dal Giudice di Pace, proprio perché irregolari.

Venerdì mattina, alle ore 11, presso i locali di Link – Officine Mediterranee, in via Roma 443, verrà presentato il ricorso scritto dall’avvocato Ivan Norrito e curato dall’avvocato Marcella Badalamenti, promosso da Noi consumatori Palermo, Liberamente, Comitato per i parcheggi liberi, Link Officine Mediterranee e C’è futuro.

“I mezzi pubblici funzionano a singhiozzo – spiega Fabrizio Ferrandelli – e molti palermitani si trovano di fatto costretti ad utilizzare le proprie autovetture per recarsi al lavoro e circolare in città. Quindi, non solo non possono usufruire di un servizio pubblico, ma sono anche costretti al pagamento di una tassa che stando ai fatti non è dovuta e addirittura incostituzionale. Abbiamo pensato ad una class action per fornire ai palermitani un’assistenza legale gratuita per presentare i ricorsi. Il nostro obiettivo è proprio quello di venire incontro ai cittadini fornendo loro quanti più strumenti possibili per tutelare i loro diritti”.

“Sino ad oggi – dichiara Roberto Sauerborn – il comune di Palermo ha agito illegittimamente imponendo, senza supporto amministrativo (dato che le ZTL sono state annullate nel 2008), un altrettanto illegittimo balzello, una ulteriore tassa alla cittadinanza rappresentata dai pass, dalle schede prepagate e dalle multe, senza tenere in considerazione che così come ricavati gli stalli a pagamento lungo le carreggiate sono contrarie al Codice della strada”.