Nostra intervista all’imprenditore Tommaso Dragotto

di Pippo La Barba

L’uomo che ha creato la Sicily by car – Autoeuropa -, una delle aziende leader in Italia dell’autonoleggio low cost, è più che mai sulla cresta dell’onda.

Lo incontro a Villagrazia di Carini nella splendida sede immersa nel verde con una bellissima fontana zampillante che richiama alla memoria le fastose dimore hollywoodiane.

L’ultima sua idea è stata il movimento “Impresa Palermo” con cui invita i palermitani ad essere protagonisti del cambiamento per fare uscire la città dall’attuale degrado ed avviare una nuova fase di sviluppo.

Gli chiedo di spiegarmi il senso di questo movimento, che a un primo impatto sembra sottendere l’intento di scendere in politica.

Voglio precisare – risponde Dragotto – che io parlo da imprenditore, non da politico. Come imprenditore, ma anche come cittadino, affermo che la giunta Cammarata è l’emblema dell’inefficienza. Chi ha un ruolo nell’economia della città deve fare da battistrada per superare questa impasse, in primo luogo coinvolgendo la gente comune, battendosi perchè Palermo non continui a marcire in un degrado intollerabile.

Che vuol dire essere imprenditore? Imprenditore si nasce o si diventa?
Non si nasce imprenditori. Però è chiaro che bisogna avere alcune peculiarità per diventarlo: capacità di dialogo, carisma, coraggio di investire anche in una regione deficitaria come la nostra.

Quali interessi in comune possono avere gli imprenditori e la generalià dei cittadini?
I diritti degli imprenditori e dei cittadini sono ostacolati da una serie di leggi e regolamenti che pongono dei paletti micidiali. Io per costruire questa direzione generale in cui ci troviamo ho dovuto aspettare dal 2002 asl 2007 per avere la licenza.

Qual’è oggi il vero nemico del cambiamento?
Secondo me c’è un nesso tra degrado delle istituzioni e degrado della città. Si alimentano a vicenda. Se il cittadino si assuefà alla passività delle istituzioni cercando soluzioni individualistiche (che non pagano), è chiaro che si crea un circuito perverso da cui non si esce.
Occorrono quindi una nuova classe di politici più attenta ai bisogni concreti e cittadini più disponibili a mettersi in gioco per il bene comune.
Certamente. Il politico oggi deve essere un manager. Il tipo di politico ideologizzato non esiste più per il semplice fatto che non ci sono più le ideologie.

Quale iniziative sta portando avanti “Impresa Palermo”?
Per ora stiamo facendo una attività di denunzia delle tante cose che non vanno. Non è però una denunzia fine a se stessa perchè formuliamo delle proposte che intendiamo sottoporre ai rappresentanti delle istituzioni. Operiamo soprattutto via internet irradiando in continuazione filmati e schede informative.

Come verificate se il vostro progetto è condiviso da parte dei cittadini?
Facciamo periodicamente dei forum aperti a tutti. Ci interessa principalmente dar voce alla gente, costruire un consenso dal basso. I veri protagonisti del cambiamento debbono essere i cittadini, tutti i cittadini. Lei mi chiedeva se questo movimento può avere uno sbocco politico. Dipende esclusivamente dalla gente, dal numero delle persone che lo faranno proprio.