A quanti hanno conosciuto o vogliono conoscere l’essenza di Bent Parodi

di Rosalinda Camarda

Quando un amico ci lascia, fin da subito percepiamo dentro di noi un vuoto incolmabile.

Poi, con il passare dei giorni, nella nostra mente si affollano i ricordi, alcuni lieti altri dolorosi, delle esperienze condivise.

E quel vuoto, che prima ci sembrava impossibile da colmare, si riempie rendendo meno doloroso il distacco. È sempre difficile scrivere qualcosa per ricordare un amico che non c’è più.

Ancor più difficile è stato per Alberto Samonà (nella foto insieme a Parodi) , oggi, dedicare un libro al nostro amico e collega Bent Parodi che se n’è andato in silenzio, lui che ha riempito di parole, dette o scritte, la nostra vita. Ma chi non ama scrivere, non può capire la gioia che si prova nel vedere che i pensieri prendono forma sulla carta, perpetuando la loro esistenza. Nessuno potrà mai cancellarle e poco importa se si scrive per sé stessi o per gli altri.

L’amicizia con Bent è stata intensa; tuttavia posso dire che ancor oggi non so molto di lui e leggendo i suoi scritti, sono riuscita a mettere insieme dei tasselli della sua vita, ricostruendone una parte come fosse un puzzle. E tutto questo grazie anche ad Alberto che, analizzando le fonti del suo pensiero e le analogie di questa visione con i sistemi simbolico-spirituali orientali e occidentali, rivela alcuni dati del tutto originali che emergono dagli studi parodiani.

Fra questi, l’idea rivoluzionaria di un “esoterismo sociale” e il sogno di Parodi di una “aristocrazia dello spirito”, quale unione mistica di coloro che sono in cerca della verità. Il libro è una ricca testimonianza sull’esoterismo di Bent e traccia un percorso che ricostruisce la sua azione culturale, suddivisa fra la vocazione giornalistica e gli studi esoterici. Parodi, giornalista e scrittore, scomparso nel 2009, è, infatti, ritenuto fra i massimi studiosi italiani contemporanei dell’universo tradizionale e delle religioni.

È stato, inoltre, per anni presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia, ma anche filosofo e autore di numerosi libri, fra cui il romanzo Il principe mago incentrato sulla figura di Raniero Alliata e sul declino dell’aristocrazia siciliana nel secondo dopoguerra. Ha presieduto per venticinque anni e fino alla sua morte la Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella. Fare tesoro delle sue opere e del suo pensiero è secondo me il miglior viatico che possa accompagnarlo nella sua nuova e più completa esistenza. Infine un caloroso grazie a Samonà per la sua accorata e al contempo delicata accettazione e partecipazione al pensiero di un amico di sempre.